Un conto salatissimo!
Un prezzo troppo alto, spropositato!
Certo, questa è l’impressione di chi paga, cosa diversa è invece l’impressione di chi deve essere pagato.
A noi il prezzo è sembrato eccessivamente elevato perché lì, abbiamo lasciato la nostra passione, i nostri sentimenti, poi traditi, di amicizia.
Siamo fuori nell’indifferenza della maggior parte dell’esecutivo. Abbiamo perso nel momento stesso in cui volevamo cambiare, nella misura in cui abbiamo lottato per far ragionare, nella misura in cui abbiamo alzato i toni affinché si potesse arrivare al cambiamento, passando anche attraverso la forza. Non volevamo costringere nessuno, ne ci sogneremo di farlo in futuro, ma secondo noi l’effetto catarsi poteva destare le menti di chi secondo noi oggi è inconsapevolmente succube. Far rinsavire, portare a guardare le cose in maniera diversa, e . . . e invece nisba.
Abbiamo perso, ma usciamo a testa alta consapevoli di non essere scesi a compromessi.
Anche l’ultimo atto che volevamo fare, sempre con il nostro stile, in risposta ad un amico, e solo per Lui, non ci è stato concesso. Il coraggio delle scelte sta proprio qui, andare avanti, non gettare la spugna, ma continuare ad essere se stessi.
Non abbiamo sbagliato nulla, ciò che abbiamo ritenuto di fare per il bene di tutti è stato compiuto. Siamo stati attenti a separare gli aspetti sindacali da quelli personali. Sfidiamo chiunque a dimostrarci il contrario. Certo abbiamo alzato i toni, abbiamo inasprito la faccenda, abbiamo provocato, ma questo, tutt'al più, doveva far pensare che quello che si chiedeva era molto importante. Vedete, siamo sempre stati abituati a farci i cazzi nostri e se qualche volta ci siamo arrabbiati con alcune persone è perché tenevamo molto a loro, altrimenti ce ne saremmo infischiati, saremmo andati per la nostra strada senza coinvolgimenti non provando trasporto. Una persona o un fatto a cui teniamo in maniera profonda si difende con tutti i metodi possibili che abbiamo a disposizione. Quindi è la difesa delle nostre idee l’unico reato di cui ci siamo macchiati.
E ora?
Niente, usciamo da soli senza squilli di tromba o quant’altro, senza la classica pacca sulle spalle che si da ad un amico per incoraggiarlo, senza quell’abbraccio a dimostrare riconoscenza.
E’ tutto vostro, da domani campo libero, senza questi due sognatori rompicoglioni a rincorrere sirene inafferrabili.
Da domani si rientra nella serietà di una sorta di finta democrazia che soffoca e censura i sogni.
Noi togliamo il disturbo, andiamo a sognare da un’altra parte.
Ciccio e Filippo.
Grazie Ciccio,
RispondiEliminaabbasso i cobas!
mi sono cancellato e invito a tutti a cancellarsi dai cobas
RispondiEliminauno della polizia urbana
Oggi..!!! poco importa che Ciccio e Filippo possano far parte dei COBAS, la cosa che mi sta più a cuore che possano rimanere due amici come lo sono sempre stati. La cosa che mi rende triste che qualcuno abbia fatto una gran confusione tra sindacato di sfasciati quali siamo noi è i veri rapporti interpersonali.Oggi mi pento di aver contestato un ideale di rinnovamento, dallo spirito nobile e non da disfattisti quale si pensava potesse essere.Infatti devo riconoscere a Ciccio e a Filippo di aver visto una scarsa maturita' in tutti noi provando a dare un nuovo indirizzo d'ideali. forse,chissà, un giorno avremo la modestia di chiamarli e con una maggiore apertura cercheremo di farci spiegare qualcosa che noi non siamo mai riusciti a capire, o per limiti o per la presunzione di pensare che noi pensiamo tutto e bene.Per il mio modo di pensare credo che noi non sappiamo pensare un cazzo di niente, sappiamo solo fare teatro. mi meraviglio come mai ancora abbiamo pubblico pagante che viene alle nostre commedie.Forse qualcuno spera giorno essere scritturato...ah,ah,ah,ah,ah,(questa non dovevo dirla).......un saluto
RispondiElimina............devotamente Cobas ENZO GENCO
AH,AH,AH,AH,AH,AH,...............!!!!
Sei un grande.
RispondiEliminaSolo dei beoti possono permettersi di perdere due persone così. Questo comunicato è una perla di saggezza. Imparate da loro.
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RispondiEliminaPer Enzo che ha commentato.
RispondiEliminaMa che leggo?
Parole che per mesi ho atteso e sperato che le pronunciasse un amico a cui avevo creduto che ne avesse le capacità per dirle.
Dalla delusione di un’attesa mortificante e dolorosa ad una scossa proveniente da Enzo.
Sono parole di un uomo vero.
Di chi ha il coraggio di mostrare il suo pensiero di fronte a tutti.
Di chi non teme di apparire fuori dallo statuto o non conforme alle regole dell’esecutivo.
Di chi rispetta l’esecutivo, ma non né subisce passivamente la sudditanza.
Io non so cosa sia giusto o sia sbagliato per raggiungere dei risultati.
Ma di una cosa sono sicuro.
Per raggiungere un qualsiasi fine occorre necessariamente credere in quella determinata cosa.
I componenti dell’attuale esecutivo sono caratterizzati da tanti NON.
NON fare questo
NON fare quello . . . e così via.
Insomma è stato un continuo criticare in continuazione.
Mai qualcuno che dicesse dove andare.
Ebbene, le tue parole sono una svolta, una speranza di cambiamento e un cenno importante di crescita personale.
Ma allora esistono componenti nell’esecutivo che non stanno solo guardare con gli occhi, ma sanno anche vedere con la mente e con il cuore.
Parole dette da un amico ad altri amici.
Parole che avremmo voluto sentire da un altro, ma proprio perché dette da te mi riempiono ancora di più di gioia.
La pacca sulle spalle e quel grazie che abbiamo atteso e sperato di sentire.
Un abbraccio, Filippo
Caro Filippo, è da un po' che non ci vediamo, ma mi sembra di capire che sia successo qualcosa di strano.
RispondiEliminaSpero di incontrarti presto per scambiare due parole, che a me fa sempre piacere.
Un saluto Vincenzo Damiano
mah!
RispondiEliminaIeri in autoparco ho visto un paio di lettere appese e trovo molto squallido che delle persone mature si parlino attraverso queste azioni. Sembrano comportamenti infantili che nascondono mancanze di coraggio a confronti dialettici veri e fisici. Ma poi chi si firma Giovanna D'Arco non ha neanche il coraggio della propria identità? Questo è mortificante per chi l'ha scritta. Più che un appunto sembra una lettera di chi soffre. La serietà ci contraddistingue nella vita, non buttiamola in pasto ai cani
RispondiEliminaChe tristezza vedere una cosa bella, finire così, con un divorzio definitivo. Inutile dire che i Cobas hanno perso due veri attivisti e non sarà semplice rimpiazzarli, perchè oggi ci sono pochissime persone che sono disposte a impegnarsi in maniera totale. E mi sembra che Ciccio e Filippo ne avevano fatto una ragione di vita. Peccato, qualunque siano state le ragioni.
RispondiEliminaEnzo
MA COMU FINIU......????????
RispondiEliminaENZO GENCO
Ragazzi dispiace per l'epilogo. Sinceramente avrei preferito vedere gettare la spugna ad altri personaggi, che buttano fumo agli occhi dei colleghi, dando l'impressione che lottano chissà per che cosa ed invece.....
RispondiEliminaSpero per voi e per noi che sia solo un momento di riflessione e che possiate tornare più aggueriti di prima, magari con gente più leale accanto che vi aiuta.
Vi aspettiamo a presto.
Ricordate dopo ogni errore c'è una rinascita.
FP